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“Terrena Dea”
J. Zucchi, Ritratto di Clelia Farnese, ~1570

2018, Dig., 80 x 80 cm


Dotata di indubbio fascino, emerge dal pannello Terrena dea, che non a caso si chiude ai quattro angoli con figure di cuori, la bella Clelia Farnese, il terzo personaggio di questa storia. Il dipinto ritrae l’avvenente figlia del “gran cardinale” Alessandro Farnese, sposa di Giovanni Giorgio Cesarini, con una sontuosa collana e un’elegante acconciatura floreale fra i capelli dove si distinguono un garofano, una margherita e un ramo di mughetto a mo’
di fastigio. L’opera era stata commissionata a Zucchi da Ferdinando de Medici, universalmente ritenuto amante della dama.Alcuni significativi dettagli connotano l’interpretazione di Ileana Florescu del ritratto: la presenza delle eleganti e fragili Iris germanica e florentina, il giacinto, mentre una leonessa in corsa rievoca una caccia all’animale organizzato a Trinità dei Monti dal cardinale in onore della sua bella. Memore dell’indissolubile binomio “amore/morte”, Florescu cela poi nella preziosa collana dell’effigiata un teschio, citazione di quella “testa umana pietrificata sopra
la quale era nata una branchetta di corallo”, un reperto acquistato a caro prezzo da Ferdinando, avido di “curiosità” e “bizzarrie”, e che, nonostante fosse un clamoroso falso, fu orgogliosamente esposto nella Galleria pisana.
LUCIA TONGIORGI TOMASI