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Cicaleggi e maldicenze
Stoffe medicee XVI - XVII sec.

Collezioni Carrand-Franchetti
Museo Nazionale del Bargello, Firenze
2018, Dig., 50 x 50 cm

Ileana Florescu dedica un tableau anche alla passione di Ferdinando per l’artigianato di lusso, testimoniato dall’apprezzamento per le ceramiche orientali (Francesco I aveva tentato tra l’altro di riprodurre la porcellana cinese), dall’opulenza e dalla raffinatezza degli arazzi e, soprattutto, dei tessili utilizzati per arredamento e abbigliamenti. Alcuni di questi, provenienti dalla donazione del barone Giulio Franchetti del 1906, oggi conservati al Museo del Bargello, sono colti dall’occhio fotografico dell’artista e organizzati
 in un raffinato puzzle dominato al centro da un
cacatoa (Kakatoe leadbeateri), a memoria dei molti pappagalli dal piumaggio multicolore acquistati dai Medici e fatti raffigurare da Ligozzi e, soprattutto, da Daniel Froeschl.
LUCIA TONGIORGI TOMASI

Clelia Farnese fu ritenuta l’amante del cardinal Ferdinando, ma soprattutto fu una donna presa nella torbida spirale delle rivalità familiari Medici-Farnese, e delle relative contese per la supremazia sociale delle casate. Ferdinando nonostante fosse grande amico di Giovan Giorgio Cesarini [marito di Clelia Farnese], non si tratteneva dal fare alla donna una corte sempre più insistente e sfacciata. Per questo quando il Cesarini morì (1585), da Anversa, il cugino di Clelia Alessandro Farnese le inviò una lunga lettera per deplorare i pessimi rapporti intrattenuti dal defunto marito e da lei stessa col cardinale Alessandro Farnese, rispettivamente suocero e padre. Le veniva intimato di prestare obbedienza al padre e, per evitare 
ogni occasione di scandalo, di lasciare al più presto Roma per trasferirsi da una delle zie: a Urbino, dove era Vittoria Farnese, o in Abruzzo presso Margherita d’Austria.
 Clelia cercò di difendersi dall’accusa di essere l’amante 
del cardinal Ferdinando. Ma l’inimicizia tra i Farnese e i Medici – sia Ferdinando che Alessandro si erano peraltro trovati a far parte entrambi del Sacro Collegio – non poteva ammettere una simile relazione. Un affaire di letto che avrebbe disonorato i Farnese. D’altra parte era certo stato per dare massima ostentazione al suo corteggiamento che
 il Medici aveva fatto eseguire i ritratti – almeno cinque – della sua amante.
ROBERTO MANCINI