«NON SONO SICURO DI ESISTERE»
A. CAMUS, Giona o l’artista al lavoro
1.
Louise aveva finito di lavare i molti piatti che Giona e Rateau avevano asciugati, erano proprio stanchi.

2.
Più tardi, nel cuor della notte, nella stanza matrimoniale, Louise, Rateau e Giona, questi in piedi, gli altri seduti su un angolo del letto, tacevano. I bambini dormivano, i cani erano in pensione in campagna.

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3.
Rateau: Prendete una domestica.
Louise: Dove la metteremmo?

4.
Rateau: Sei contento?
Giona: Sì, sono tutti gentili con me.

5.
Rateau: No. Non ti fidare. Non sono tutti buoni.
Giona: Chi?

6.
Rateau: I tuoi amici pittori, per esempio.

7.
Giona: Lo so. Ma molti artisti sono così. Non sono sicuri di esistere, nemmeno i maggiori. Allora, cercano prove, giudicano, condannano. Li fortifica, è un modo di cominciare ad esistere. Sono soli! Credi a me, li conosco. Bisogna volergli bene.

8.
Rateau: E tu, tu esisti? Tu non parli mai male di nessuno. Oh! spesso lo penso. Soltanto me ne scordo.

9.
Giona: No, non sono sicuro di esistere. Ma esisterò, ne son certo.

10.
Rateau chiese a Louise che cosa ne pensasse. Lei si scrollò la stanchezza di dosso per dire che Giona aveva ragione: l’opinione dei loro visitatori non aveva importanza. Importava solo il lavoro di Giona.

11.
Giona alzò gli occhi verso il cielo senza stelle, e andò a tirare le tendine. Louise, si vedeva che era sfinita, dichiarò che andava a fare la doccia.

12.
Quando i due amici furon soli, Giona sentì la spalla di Rateau toccare la propria. Mi piace dipingere.
Giona: Vorrei dipingere per tutta la vita, giorno e notte. Non è una fortuna, questa?
Rateau: Sì, è una fortuna.