«MAI PRETESO DI ESSERE UNA GRAN DAMA»
G. FLAUBERT, L’educazione sentimentale
1.
Nel camino, il fuoco si era spento, e la pioggia picchiava sui vetri. La signora Arnoux stava immobile, con le mani posate sui braccioli della poltrona; le ali della cuffia ricadevano come le bende di una sfinge;

2.
Il suo profilo puro si stagliava chiaro nell’ombra.

3.
Voleva gettarsi ai suoi piedi: ma qualcosa scricchiolò nel corridoio, e gli mancò il coraggio.
Frédéric: (Se le dispiaccio, che sia lei a cacciarmi via; se non le sono indifferente, tocca a lei incoraggiarmi!)

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4.
Frédéric: Allora, voi non ammettete che si possa innamorarsi di… di una donna?
Madame Arnoux: Se è da sposare, la si sposa; e se appartiene a un altro, ci si allontana.

5.
Frédéric: E così, la felicità non è possibile?
Madame Arnoux: Non voglio dire questo. Però non la si trova certo nella menzogna, nelle inquietudini, nel rimorso.

6.
Frédéric: Che cosa importa, se ci ricompensa con gioie sublimi!
Madame Arnoux: È un’esperienza che costa troppo.

7.
Frédéric: Virtù, allora, non sarebbe altro che vigliaccheria!
Madame Arnoux: Dite piuttosto chiaroveggenza. Anche per quelle che arrivassero a dimenticare il dovere e la religione, sarebbe sufficiente il semplice buon senso. E l’egoismo costituisce una base solida per la saggezza.

8.
Frédéric: Son proprio borghesi, i vostri principi!
Madame Arnoux: Non ho mai preteso di essere una gran dama.

9.
Bambino: Mamma, non vieni a mangiare?
Madame Arnoux: Sì, subito.

10.
Frédéric si alzò, mentre arrivava anche Marthe. Non poteva risolversi ad andare via.
FrédéricLe donne di cui parlate sono proprio del tutto insensibili?
Madame Arnoux: No, ma sorde quando è necessario.

11.
E stava diritta sulla porta della sua camera, coi due figli a fianco. Frédéric si inchinò senza una parola. Lei rispose in silenzio al suo saluto.