Da Dostoevskji a Saint-Exupéry la seconda vita del fotoromanzo
Antonella Rampino - La Stampa
Il fotoromanzo diventa foto-romanzo. Il genere, che leggenda vuole sia invenzione di Cesare Zavattini – gran genialissimo letterato e precursore del melting-pot tra forme espressive alte e anche bassissime come la barzelletta- dopo i ruggenti anni ’60 e ’70 delle edizioni “Sogno” e “Lancio” era finito in soffitta da un po’, soppiantato da soap-opera e altre multimediali soddisfazioni del bisogno di narrazione a rapido consumo. Ma adesso, puntando decisamente a un risultato alto, rivive grazie a un’artista del fotogramma, la cosmopolita italo-anglo-romena Ileana Florescu, che si è resa conto appunto che il fotoromanzo poteva diventare foto-romanzo. Ovvero, rendere in quella forma i capolavori della letteratura.

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